Saper fare i nodi è una delle nozioni fondamentali per la vita scout.
Non c'è lavoro di pionieristica e non c'è momento di vita all'aperto in cui essi non vengano richiesti: dal nodo per il tirante della tenda a quello per issare la bandiera, dal nodo per costruire la cucina al campo a quello per il passaggio alla marinara.
Un nodo fatto bene è un nodo che resiste a tutti gli sforzi e che è facile da sciogliere.
Un nodo fatto male, invece, si scioglie al minimo sforzo oppure rimane così stretto da non riuscire più a scioglierlo.
Ma, oltre a ciò, i nodi vanno imparati bene perché sono importantissimi in tutte le operazioni di salvataggio.
Una vita umana può dipendere da un nodo ben fatto.
Per lanciare un cappio solido a chi sta per annegare, o per calare qualcuno dalla finestra di una casa che va a fuoco, occorre avare pratica e sapere fare il nodo giusto in pochi istanti.
Gli scout sono anche questo, salvataggio.
Impariamo a fare primo soccorso, a disinfettare una ferita e a fasciarla...Noi scout siamo autosufficienti, sempre.
Questa foto l'ho scattata un sabato pomeriggio, poco dopo aver finito di costruirla.
Vi starete chiedendo cosa sia, è la base per la tenda sopraelevata.
Noi scout viviamo nella natura, perciò come faremmo a mangiare ed a cucinare se non riuscissimo a fare i nodi e le varie legature?
Passiamo molte ore ha insegnare ai ragazzi le varie costruzioni, è basilare per loro saperle fare.
In questo casi il gioco di squadra è fondamentale.
Essendo una o più costruzioni è impossibile che riesca a farlo soltanto una persona , così tutta la pattuglia deve collaborare, perché molte mani rendono il lavoro leggero.
"Non importa quanto un uomo possa fare, non importa quanto coinvolgente la sua personalità possa essere, egli non farà molta strada negli affari se non sarà in grado di lavorare con gli altri."
Virginia Prodi.
venerdì 13 aprile 2018
lunedì 9 aprile 2018
"I bambini sono come il cemento umido, tutto quello che li colpisce lascia un’impronta."
Allo stesso tempo ha un valore educativo e, come la bontà è utile a chi lo dà come a chi lo riceve.
Il termine "Scoutismo" è venuto a significare un sistema di educazione alla vita sociale per mezzo di giochi, sia per i ragazzi che per le ragazze, per bambini e per le bambine.
Ogni età ha un sistema di educazione.
Quest’anno mi ritrovo a cercare, attraverso giochi e canzoni, di educare i bambini dai 6 ai 10 anni.
Il nostro fondatore decise di basare tutte le attività per i bambini utilizzando l’ambiente del “Il libro della giungla”.
Ogni capo è un personaggio di questa storia, io per esempio sono Chill, e i bambini si chiamano lupetti.
Ogni volta dopo le riunioni torno a casa distrutta, le gambe che tremano e senza voce, ma ne vale la pena.
Vale la pena faticare per vedere il sorriso sul loro volto, come diceva il grande B.P:
“Se guardate un vero lupo, vedrete che ha la bocca in atteggiamento di sorriso. Ugualmente, un Lupetto deve sempre sorridere.”
I bambini hanno una mente così pura, così limpida che è importante per noi dargli la giusta educazione, sicuramente con l’aiuto dei loro genitori.
La cosa più bella è che si sorprendono con poco, riescono a trovare del bello e del buono nelle piccole cose.
Tutti siamo stati bambini ma crescendo lo dimentichiamo, non rendendoci conto delle cose meravigliose che ci circondano.
Ci pensavo l’altra settimana quando un lupetto, mentre stavo parlando, esce dal cerchio per rincorrere una farfalla, un essere così comune ma immensamente bello.
Questa foto l'ho fatta mentre giocavamo sotto la pioggia per farvi mostravi che veramente uno scout si vede nel brutto tempo.
"Non esiste bello o brutto tempo ma solo buono o cattivo equipaggiamento." Baden Powell
Virginia Prodi.
martedì 3 aprile 2018
"Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell'infinito"
Ogni cosa ha una fine, anche il momento in cui siamo tutti attorno al fuoco.
Così arriva quel momento, quel momento in cui finisce il fuoco e ognuno con le proprie pattuglie deve andare in tenda e mettersi il prima possibile sotto il sacco a pelo.
Dopo mezzora circa i capi fischiano e quel suono indica che non si deve più parlare ma semplicemente chiudere gli occhi e dormire. Quello è un dei momenti più belli dei campi perché si crea un'atmosfera magica, indescrivibile se non si vive in prima persona.
Vi starete chiedendo “Ma gli scout non possono stare sotto le stelle fino a quando vogliono?”
No.
Ci aspettano giornate pesanti e se non facciamo una determinata quantità di ore di sonno i ragazzi svengono sotto il sole, e poi beh, c’è tempo per ogni cosa; ci sarà il tempo anche per dormire alla diaccio, sotto le stelle.
Tutti gli scout almeno una volta hanno avuto il coraggio di uscire fuori dalla tenda dopo che i capi avevo fischiato l’atteso silenzio, è una cosa che almeno una volta nella vita scout devi fare.
Quando e se riuscirai ad uscire vivrai il bosco in modo diverso.
Il silenzio che sentirai sarà quasi assordante, i pochi versi che a volte interromperanno questo silenzio saranno i versi di gufi e grilli.
Nel corso dell'anno scout studiamo le costellazioni così, quando sono distesa insieme ai miei amici a guardare le stelle, facciamo a gara per chi indovina più costellazioni.
Sono momenti che non tornano più e che si devono vivere, senza cellulari o altri mezzi tecnologici.
Le stelle mi affascinano parecchio, ma in città purtroppo non si vedono a causa delle luci.
Se avete l'occasione andate a vederle, in una collina vicino casa dove sapete che non c'è luce, o in spiaggia...Se avete la possibilità fatelo.
"A volte, di notte, dormivo con gli occhi aperti sotto un cielo gocciolante di stelle. Vivevo, allora."
(Albert Camus)
Virginia Prodi.
Virginia Prodi.
venerdì 30 marzo 2018
“Uno Scout è un amico che parte e che va che prima o poi si rincontrerà”
Gemellaggio Gela-Malta.
È bello come noi Scout riusciamo a creare subito un legame così forte con persone di altre città o addirittura di altri paesi.
Uno scout non è soltanto colui che sa costruire una cucina con delle castagnole o sa accendere un fuoco.
Uno scout va oltre la lingua, il colore di pelle e la religione.
L’estate 2017 abbiamo deciso di invitare gli scout di Malta nella mia città, Gela.
Come ho scritto nell’articolo precedente lo scout è pronto alle novità e sicuramente loro ci hanno insegnato molto.
Abbiamo conosciuto diversi metodi di cucina, diversi giochi e canzoni e diversi metodi di montaggio tende.
“Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo, noi stessi diventiamo qualcosa di nuovo.”
(Leo Buscaglia)
Mi piace pensare, e credo sia anche vero, che anche noi abbiamo lasciato un segno a loro.
È stata un’esperienza indimenticabile, abbiamo scalato una montagna per 120 Km e la cosa più bella è stata che ci davamo supporto a vicenda, quando a me serviva una terza gamba perché le mie stavano cedendo c’era qualcuno ad aiutarmi e a sostenermi.
Questa foto, che è stata scattata un'attimo prima che iniziassimo ad abbracciarci e a piangere, fa vedere come eravamo stanchi ma felici nello stesso tempo
Con questi ragazzi ci continuiamo a sentire e possibilmente ritorneremo noi a Malta, chi lo sa.
“Uno Scout è un amico che parte e che va che prima o poi si rincontrerà”
Virginia Prodi.
mercoledì 28 marzo 2018
Baden Powell, fondatore degli scout
Volevo dedicare un articolo interamente a lui, colui senza il quale non sarei quella che sono oggi.
Lui è Sir Robert Stephenson Smyth Baden Powell, abbreviato nelle sigle B.P, colui che, insieme alla sorella, fondò lo scoutismo nel 1907.
Scrisse un libro in quell’anno con tutto ciò che c’è da sapere sullo scoutismo:
“Io ho messo in questo libro tutto ciò che è necessario a fare di te un buono scout.
Perciò, avanti, leggi il libro, fai una buona pratica di ciò che ti insegna, e io spero che tu possa avere la stessa gioia di quel bel periodo che io ho trascorso da scout.”
Lui ha cambiato la vita di molti ragazzi con semplicità e positività.
Sapete cos’è che mi ha sempre colpito di lui? Non era bravo a scuola, non studiava molto ma riuscì a rendere in altri ambiti come la musica e il teatro, oltre al fatto che rimase orfano di padre a soli tre anni e aiutò sua madre con tutti i suoi fratelli, immaginate la forza di quest'uomo.
Anche se non aveva nove e dieci a scuola è riuscito a dare una svolta significativa al mondo.
Noi ragazzi siamo incoraggiati a dare sempre il massimo, non a caso i nostri motti sono: “Del nostro meglio” per i bambini, “sii preparato” per i ragazzi, e per noi che siamo già dai 16 anni in su “servire.
Questi tre motti spiegano in poche parole cosa è importante essere o fare nella vita.
Lui semplicemente ci ha lasciato un libro per essere educati alla vita, per essere autosufficienti, per essere pronti alle novità e non fermarsi davanti ad un ostacolo.
Oggi molti adulti sottovalutano noi ragazzi, veniamo definiti irresponsabili, distratti e sopra le nuvole e possibilmente tutto ciò è vero, ma sapete cosa ne pensava B.P? Lui vedeva una grande forza nei giovani, per questo decise di raccogliere i ragazzi che erano per strada per formare questa bellissima attività.
“Credo che sarebbe un’ottima cosa se affogassimo tutti gli uomini e lasciassimo che fossero i ragazzi a guidare il mondo. Avremmo un mondo allegro, pieno di gioiosa bontà e amicizia.”
Grazie di tutto Baden Powell, sarei sempre nel cuore di tutti gli scout.
Virginia Prodi.
lunedì 26 marzo 2018
"Non dimenticherò mai l'odore di quel fuoco"
"Quante volte siamo stati con gli occhi spalancati a sentire favole incantate o storie strane di maghi e fate.
Favole e storie dov’è facile volare via, sopra una nuvola con le ali della fantasia.
Un abbraccio sincero è un amico che parte e che sa che prima o poi ci si rincontrerà, vivere insieme felici momenti che poi non potremo più scordare.
Dormire sotto le stelle, sotto voce stare fermi a parlare di mille altre avventure, favole che se vogliamo noi possiamo sentire se si incomincia solo a credere che, basta poco lo sai, anche un canto e poi tu vedrai che crescere, vivere, ridere in noi, insieme noi.
Favole in più se canti anche tu ci sarà la voglia di stare stasera tutti uniti in questa storia vera, finché il giorno si prende la notte per consegnarla ad una stella nascente.”
Sono queste le parole che cantiamo attorno al fuoco.
Età diversa, colore della pelle diverso, pensiero diverso, eppure attorno a quel cerchio creiamo un’unica e immensa voce, una voce senza filtri, senza effetti di Instagram, senza paura di essere giudicati, semplicemente cantando a gran voce e fieri di essere quello che siamo.
Tutta la stanchezza accumulata durante il giorno svanisce, si sente soltanto il rumore del fuoco e le nostri voci cantare sotto un cielo stellato.
Sicuramente non manca il fumo che ti punge gli occhi, ed anche se tu cerchi di spostarti lui verrà sempre da te, non importa quanto tu ti allontanerai.
Spesso l'uomo si dimentica che il fuoco è uno degli elementi principali della natura.
L’uomo primitivo viveva grazie al fuoco che oltre a cucinare la carne e a riscaldare, serviva come intrattenimento durante le tempeste, proprio perché impararono a raccontare le storie, a ballare e a cantare.
“C’è qualcosa nelle fiamme al buio che lega, distende, eccita le persone. La notte intorno al fuoco è da sempre un momento per legare, intrattenere, scambiarsi informazioni sociali e condividere emozioni”.
Virginia Prodi.
lunedì 19 marzo 2018
Ciò che abbellisce la strada è il frutto delle sue difficoltà
Se non fossi una scout non avrei mai scalato una montagna per 60 km, con uno zaino di 10 Kg e con una stanchezza che sarebbe aumentata ad ogni passo; ma non avrei saputo che quando si arriva in cima il vento e l’odore diventano catartiche, l’anima si libera da tutte le esperienze negative.
“Un uomo a piedi godrà di più in solo chilometro di migliaia di turisti motorizzati in centinaia di chilometri” (Edward Abbey)
Spero vivamente che riuscirete a fare un’esperienza così bella perché ci sarete solo voi e la natura: niente telefono, niente lussi, niente vizi, niente auto, l’unico rumore che sentirete saranno i versi degli animali, e soprattutto niente inquinamento, soltanto area pura; tutta la fatica sarà ricompensata.
Siete isolati dal mondo, vi concentrerete sul vostro respiro, sui vostri problemi e vi renderete conto che le cose importanti sono lì con voi.
Vedrete posti meravigliosi e penserete “è straordinario come la natura possa essere così bella e innocente”.
Ma soprattutto vi sentirete liberi, liberi di sbagliare, liberi di pensare, liberi di prendere un sentiero piuttosto che un altro, liberi di arrivare in cima alla montagna...liberi di fare.
Molti adolescenti di oggi non riesco a capire l’importanza e la bellezza della natura, vivono circondati dalla tecnologia non rendendosi conto che non sono per niente liberi come noi, soggiogati da questo "progresso".
Sono circondati da alti palazzi e grandi strade non riuscendo la maggior parte delle volte a guardare la posizione del sole.
"Pensa che grande rivoluzione planetaria che ci sarebbe se milioni di ragazzi di tutte le parti del mondo con i loro zaini sulle spalle cominciassero ad andare in giro per la natura" (Jack Kerouac).
Se oggi fosse qui sarebbe felice che noi, scout di tutto il mondo, stiamo facendo nel nostro piccolo questa rivoluzione.
Percorriamo paesaggi meravigliosi che trasmettono ai nostri cinque sensi una tranquillità sbalorditiva.
La natura ha un potere inspiegabile.
Non so perché noi Scout ci ostiniamo a faticare così tanto, nessuno ci ha mai spiegato ciò, semplicemente perché lo scoutismo si vive, e quando accade, non importano più le motivazioni.
Virginia Prodi.
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